Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia
Istituto Regionale per il Patrimonio Culturale del Friuli Venezia Giulia
La fotografia in Friuli Venezia Giulia
 

La fotografia, a disposizione del pubblico sul web tramite il Sistema Informativo Regionale del Patrimonio Culturale (SIRPAC), racconta gli episodi principali della nostra storia recente come ad esempio la Prima guerra mondiale, il terremoto, i principali avvenimenti politici e il nostro patrimonio culturale in virtù dell’intensa attività di documentazione fotografica dell’Istituto . Grazie poi ai progetti relativi agli archivi familiari essa ci permette di accedere alle immagini delle memorie  personali, che rappresentano la nostra società e i suoi mutamenti nel corso degli ultimi 150 anni.

Ad oggi sono state catalogate quasi 120.000 fotografie e sono stati censiti oltre 2.500 autori tra fotografi e atelier fotografici. Una gran mole di immagini corredata dalle informazioni catalografiche raccolta in collaborazione con numerosi enti pubblici e privati.

Le collaborazione hanno coinvolto i principali archivi fotografici del Friuli Venezia Giulia, dal Centro di Ricerca e Catalogazione della Fotografia di Spilimbergo (Pn), al Consorzio Culturale del Monfalconese di Ronchi dei Legionari (Go, dall’archivio del Consiglio regionale (Ts), alla Fototeca dei Civici Musei di Udine (Ud), ma non solo.

Sono state censite e catalogate raccolte fotografiche specializzate come i corpus di documentazione storico-artistica conservati presso la Fototeca del Dipartimento di Storia e Tutela dei Beni Culturali dell’Università di Udine, la Galleria e Archivio della scuola del mosaico del Friuli di Spilimbergo (Ud e l’Archivio della Soprintendenza per i beni storico-artistici di Udine.

Numerosi i progetti riguardanti la fotografia di famiglia, a partire da Ammer (Archivio Multimediale della Memoria e dell’Emigrazione Regionale) consultabile a partire da un sito dedicato, per passare alle numerose campagne fotografiche realizzate dalla Fototeca Territoriale CarniaFotografia, il censimento fotografico familiare del Comune di Budoia (Pn), oppure archivi di famiglie ormai storiche come la famiglia De Brandis di San Giovanni al Natisone (Ud). 

Oppure si possono vedere le fotografie di raccolte specifiche sul cinema con l’Archivio del Cinemazero (Pn)  e sul teatro come quello del Centro Iniziative Teatrali di Latisana (Ud) e l’Archivio privato teatrale Nico Pepe di Latisana (Ud).

Numerosi le raccolte di fotografi professionisti o dilettanti attraverso cui scoprire punti di vista inediti sul territorio e sulla fotografia stessa, ed è il caso di Gino Del Fabbro di Forni Avoltri (Ud) fotografo della montagna carnica, dello studio fotografico cividalese di Giacomo Bront oppure del caso del fotografo amatoriale astrofilo Corrado Caravello di Tavagnacco (Ud).

Dal Sirfost ai Beni  Fotografici. Nuove modalità di fruizione delle fotografie sul SIRPAC
Le raccolte sopra elencate, rappresentano degli esempi significati, di quanto si può oggi trovare nella sezione Beni Fotografici. La sezione eredita il compito del SIRFOST, il sistema che, nella precedente versione del SIRPaC, era dedicato agli archivi fotografici e ragglioeva una mole di informazioni e immagini realizzata in collaborazione con gli enti proprietari e detentori delle fotografie, secondo la modalità consolidata della catalogazione partecipata.

La documentazione raccolta può assumere diverse funzioni: è utilizzata per lo studio e la ricerca degli archivi fotografici, di specifiche tematiche storico sociali o dell’attività dei fotografi e degli atelier storici; diviene essenziale per la definizione di specifiche strategie di conservazione e gestione del patrimonio fotografico da parte degli Enti proprietari degli archivi; costituisce la base scientifica per attività divulgative, come pubblicazioni, esposizione, seminari ed incontri. Inoltre, lavorando a stretto contatto con il territorio si formano competenze specifiche in grado di sviluppare ulteriori attività di valorizzazione sul patrimonio.

Nel nuovo sito sono stati messi a disposizione degli strumenti che permettono di costruire dei percorsi di fruizione specifici per gruppi o singole schede. Rispetto al sito precedente si è poi garantita la possibilità di visualizzare i gruppi di fotografie anche senza le informazioni incluse nella scheda, ma solo come immagini ingrandite (thumbnails) oppure a piena pagina (slideshow), per permettere anche un’esperienza di fruizione concentrata sulle sole immagini.

Le fotografie sono accessibili in diversi modi. Dalla sezione del sito dedicata al patrimonio fotografico regionale, si accede ad una mappa che colloca la collezione nel punto esatto in cui è depositata. Da qui si entra nella scheda che descrive la collezione nel suo complesso ed indirizza alla fruizione delle fotografie in essa contenute.

In un’altra modalità di accesso alle schede, esse vengono incluse in percorsi tematici che mirano a valorizzarne degli aspetti specifici. Le fotografie si leggeranno in questo caso con l’ausilio di un testo introduttivo a cui segue la visualizzazione dei beni correlati ad esso in diverse forme: direttamente su mappe, attraverso liste di parole, elenchi predefiniti, gruppi di schede o thumbnails; modalità tutte finalizzate a fornire agli utenti un’esperienza di conoscenza più semplice e nel contempo più ricca di significati. L’utente entrerà in contatto con le immagini attraverso diversi livelli di fruizione, scegliendo a suo piacimento di approfondire le informazioni sulla singola fotografia che lo incuriosisce.

La visualizzazione della scheda completa, nella sua articolazione standard, è divenuta l’ultima opzione, mentre un set di informazioni predefinite, limitate nel numero ma in grado di dare il corretto inquadramento dei valori autoriali, culturali, tecnici e storici, accompagnano la fotografia quando vi si clicca sopra.
 


Data pubblicazione 28/10/2015