Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia
In bicicletta nelle terre di risorgiva, tra parchi e giardini
 

Stazione ferroviaria di Codroipo – Parco di Villa Badoglio (Flambruzzo) - Giardino Collavini (Rivignano) - Parco di Villa de Asarta Kechler (Fraforeano) -Giardino di Casa Beltrame (Canussio) – Stazione ferroviaria di Codroipo

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Percorso impegnativo per la sua lunghezza. Si ha come punto di partenza e di arrivo la stazione ferroviaria di Codroipo e da lì si prosegue verso sud, andando a toccare Rivignano Teor e Ronchis. Il tracciato segue per alcuni tratti i CicloTour 1 e 2 di Turismo Medio Friuli

FONDO STRADALE: asfalto, sterrato, pavé
ANDATA: 31,5 km
RITORNO: 21 km

 

Andata

Arrivati alla stazione di Codroipo attraversiamo la rotatoria e ci immettiamo nella pista ciclabile di via Battisti. Raggiunta la successiva rotatoria prendiamo la seconda uscita continuando su via Battisti. Giunti in piazza Garibaldi svoltiamo a SX e pedaliamo lungo via Italia e via Roma (pista ciclabile) per circa mezzo chilometro. Alla rotatoria imbocchiamo alla seconda uscita e, mantenendo la DX, imbocchiamo via Ostermann. Appena intravediamo la pista ciclabile alla nostra DX, ci immettiamo costeggiando via XXIV Maggio (SP 65).

Pedaliamo per un paio di chilometri su sede protetta, poi proseguiamo per qualche centinaio di metri su strada e sulla SX troviamo il Parco di Villa Manin. La Villa fu una delle dimore più prestigiose del Friuli Venezia Giulia, dove dimorò l'ultimo Doge di Venezia. Il grande parco all'inglese in cui entriamo presenta un prato centrale che a fine inverno si colora del giallo dei narcisi. Intorno, i segni dell’arte barocca incorniciano la natura. Per ulteriori informazioni a riguardo si rimanda a “La Verde Bellezza. Guida ai parchi e ai giardini storici pubblici del Friuli Venezia Giulia”.

Da qui fino a Sterpo si seguono i cartelli marroni che segnalano il Ciclotour 2, uno degli itinerari ciclabili di Turismo Medio Friuli. Continuiamo a pedalare sulla SP 65 per mezzo chilometro, svoltando a DX nella strada che conduce al parcheggio. Lasciandosi alla DX l'area di sosta, si continua dritti su una strada bianca seguendo le indicazioni del Ciclo Tour 2. Dopo 1 km arriviamo ad una strada asfaltata e giriamo a SX e dopo 600 m a DX (seguire il cartello marrone per non sbagliare strada). Pedaliamo per 1,3 km e all'incrocio curviamo a SX e dopo mezzo chilometro a DX. Seguiamo la strada che ad un certo punto curva a SX e al bivio si mantiene la DX. Svoltiamo a SX passando davanti ad un agriturismo e dopo mezzo chilometro, all'incrocio, si svolta a SX proseguendo sino ad arrivare in via Latisana (strada asfaltata). A questo punto giriamo a DX e pedaliamo per 1,5 km fino all'incrocio. 

Facendo attenzione attraversiamo la SP 95 seguendo le indicazioni per Sivigliano – Sterpo – Flambruzzo. Giungiamo a Sterpo e da qui non si segue più il Ciclo Tour 2: percorriamo via Piave e passiamo dinanzi a Villa Colloredo Venier, alla Chiesetta di S. Girolamo e al Mulino di Sterpo. La villa sorge dove un tempo si trovava un antico castello, come testimoniano le due torri che sono state inglobate nel fabbricato. È circondata da un parco al cui interno si trova l'imponente Farnia (Quercus robur L.) che misura 20 m di altezza e 7,7 m di circonferenza del tronco ed è tra le più grandi d’Italia, con un’età stimata tra i cinquecento ed i seicento anni. La chiesetta dedicata a San Girolamo è sita anch'essa nel parco della villa ed è stata costruita in prossimità di uno degli antichi torrioni del castello trecentesco. Il Mulino di Sterpo risale al XV secolo. Restaurato nel 1997 risulta essere ancora funzionante.

Si prosegue dritti su via Piave (sterrata) per circa 800 m e al bivio si curva a DX, pedalando per 2,4 km. Lungo la strada costeggiamo il Biotopo Risorgive di Zarnicco e alcune aziende agricole, giungendo sulla SP 7, dinanzi a Villa Badoglio, conosciuta anche come Castello di Flambruzzo. Oltrepassiamo la vecchia torre e andiamo ad esplorare il parco lambito dal fiume Stella. La meravigliosa distesa verde è attraversata da limpide roggette. Ponticelli in legno collegano le sponde dove la vegetazione fluviale cresce rigogliosa.

 

Usciti dalla villa si prende la ciclabile alla nostra SX e proseguiamo sulla SP 7 per 1,5 km. La pista a questo punto curva a SX in via Falduz e continuiamo a pedalare su sede protetta per un altro chilometro sempre seguendo la pista, che fiancheggia un campo sportivo e arriva in via Sauro (ultimo tratto sterrato). Proseguiamo sino alla fine della via e giriamo a SX in via Cadorna. Arrivati all'incrocio svoltiamo nuovamente a SX, passiamo davanti alla chiesa e al Municipio e dopo 200 m siamo in via Cavour. Alla nostra SX, al civico 5, troviamo l'ingresso al Giardino Collavini, un prolungamento della casa della ‘signora delle viole’. Alte siepi di alloro potato formano corridoi ombreggiati attorno a una radura ornata da bossi.

 

Torniamo indietro di 100 m per la strada da cui siamo arrivati e svoltiamo a SX in via Garibaldi. Allo stop manteniamo la DX e proseguiamo su via Carducci, la strada termina dopo circa mezzo chilometro con l'inizio di una sterrata che ignoriamo girando a DX su via Ariosto. In via Dante manteniamo la SX e pedaliamo fino alla rotatoria, imboccando la seconda uscita e pedaliamo per un paio di chilometri lungo la strada sterrata che porta a S. Marizzutta, un piccolo borgo rurale. Al bivio, manteniamo la SX e, sempre su sterrato, ci muoviamo sino a giungere a Sella, dove possiamo ammirare gli esterni di Villa Belgrado Romanelli e la Chiesa di San Leonardo.

Giriamo a DX e percorriamo la strada che da asfaltata diventa sterrata. Dopo un paio di chilometri arriviamo sulla SP 39 e svoltiamo a SX proseguendo sulla provinciale. Attraversiamo Canussio e, usciti dal centro, ci si ritrova all'incrocio con la SP 7, curvando a DX seguiamo le indicazioni per Ronchis.

Dopo circa un chilometro si giunge a Fraforeano e troviamo Villa de Asarta Kechler sulla DX. Il parco costeggia in parte l’argine del Tagliamento e si sviluppa attorno a un piccolo lago con due isolotti contornati da cipressi “calvi”. La rigogliosa vegetazione crea scorci suggestivi che affascinarono lo scrittore Ernest Hemingway.

 

Ci si dirige ora verso nord ripercorrendo la strada a ritroso, sino ad arrivare a Canussio, giriamo alla prima strada a DX (via Melar) e sulla SX, al civico 1, troviamo l'ingresso al Giardino di Casa Beltrame. L’epoca di realizzazione del giardino si attesta in un periodo compreso fra la metà degli anni Venti e l’inizio degli anni Trenta del Novecento, quando i Beltrame, storica famiglia possidente di Canussio, iniziarono a mettere a dimora una serie di piante ornamentali e da frutto, affiancandole ad alcune preesistenze arboree, alcune ormai ultracentenarie.

 

Ritorno

Torniamo indietro su via Melar e sulla SP 39, svoltando a SX in via Saleti. In fondo alla strada curviamo a DX nella strada bianca più a DX (ve ne sono due). Si riprende a seguire il tracciato del Ciclo Tour 2. Dopo 400 m manteniamo sempre la DX e procediamo per 2 km fino a giungere a una strada asfaltata, giriamo a DX e poi subito a SX. Passiamo Madrisio e, dopo il cartello che ci segnala l'uscita dal paese, svoltiamo a SX in una piccola strada asfaltata che si biforca. Manteniamo la DX continuando a seguire il tratto asfaltato per un paio di chilometri. Al bivio manteniamo la SX e seguiamo la strada sterrata per mezzo chilometro. Superato il ponte sul fiume Varmo, giriamo invece a DX. Proseguiamo sempre su strada bianca in mezzo ai campi per 1,4 km, questa viene interrotta da una strada asfaltata che attraversiamo, e proseguiamo sempre dritti, ma su asfalto, per altri 3,6 km.

Non stiamo più pedalando lungo il Ciclo Tour 2, ma il Ciclo Tour 1.

A questo punto si svolta a DX in via Pieve di Rosa e seguiamo la strada che conduce all'omonima località. Proseguiamo dritti per 1,3 km, fino ad arrivare a Camino al Tagliamento. La località, famosa per la sua antica tradizione dei maestri organari, presenta nel centro città bei palazzi a due piani appartenenti ai proprietari terrieri della zona. 

Si gira a SX in via Tagliamento, passiamo davanti a Villa Savorgnan Minciotti, un edificio storico facente parte della cortina edilizia che affaccia sulla via e riconoscibile dalla facciata sormontata da un timpano ad arco. Svoltiamo a DX in via della Chiesa e, passato il ponte sul fiume Varmo, teniamo la DX passando davanti alla chiesa di Ognissanti fino a giungere allo stop. Si mantiene la SX e alla rotatoria si prende la seconda uscita seguendo le indicazioni per S. Vidotto, località che raggiungiamo pedalando per 1,5 km.

Usciamo dall'abitato e seguiamo le indicazione per Codroipo, mantenendo la DX. Dopo 300 m giriamo a SX in via Coseat e poco dopo a DX. Si segue l'andamento della strada per 1,2 km. All'incrocio proseguiamo dritti (indicazioni per Codroipo) ed entriamo in località Casali San Zenone. Percorriamo la strada per 2 km e svoltiamo a DX in una sterrata dove pedaliamo fino a raggiungere una strada asfaltata. Manteniamo la DX e dopo qualche metro imbocchiamo la rotatoria prendendo l'uscita con le indicazioni per il centro. Si consiglia di attraversare la rotatoria scendendo dalla bici e procedendo a piedi usando gli appositi attraversamenti pedonali. 

Pedaliamo fino a raggiungere piazza Garibaldi, che attraversiamo per poi girare a SX in via del Giardino e poi a DX. Alla rotatoria si esce alla terza uscita, proseguendo fino a giungere in stazione.


Data pubblicazione 01/10/2018