Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia

ACCESSO SOSPESO FINO AL 3 APRILE

 

 

Una storia mai raccontata

Passariano – Villa Manin – Barchessa di levante
14 dicembre 2019 – 22 marzo 2020

 

Villa Manin di Passariano dedica una mostra a se stessa, mettendo al centro non gli antichi fasti dogali o il celebre passaggio di Napoleone, bensì le vicende del Novecento. Una storia che non è stata mai raccontata, intessuta di momenti drammatici ma anche densa di episodi curiosi restituiti con immediatezza da immagini inedite o poco note.

Circa cento fotografie documentano il compendio fra l’inizio e la metà del secolo, registrano gli eventi storici che lo attraversano, i bagliori di una dinastia al crepuscolo e, più spesso, l’esistenza minuta e vivace della comunità che lo abita.

Ritratta tra fine Ottocento e inizi Novecento ancora chiusa in se stessa e completa della sua ricca decorazione scultorea, la superba dimora si trova ben presto, di nuovo, al centro della Storia. La Prima Guerra Mondiale è già scoppiata quando Re Vittorio Emanuele III sosta a Villa Manin durante una delle sue tante visite al fronte, poco prima che la rotta di Caporetto la veda attraversata dalle truppe e dai profughi in fuga. La ribalta toccherà poi ai sovrani degli stati avversari, il Kaiser Guglielmo II, l’imperatore Carlo I d’Austria. Scatti suggestivi mescolano i soldati nemici e i popolani.

La Seconda Guerra Mondiale assegnerà al palazzo una diversa funzione. Carlo Someda de Marco farà aprire le sale del piano terra per accogliere e proteggere dal disastro incombente le opere d’arte dei territori del Friuli e della Venezia Giulia.

Le fotografie del secondo dopoguerra documentano nel parco un patrimonio scultoreo da ricomporre, restituendo alle statue le teste perdute, correggendo assemblaggi impropri, rimettendo in piedi le divinità atterrate. Ci parlano anche della vivacità dei giovani del borgo che celebrano la maggiore età e la bellezza delle compaesane sui muri della Piazza Quadra, tappezzati pure di manifesti di propaganda elettorale, con scarso riguardo per la dignità dell’aristocratica dimora, ormai incapace di nascondere i suoi acciacchi.

I discendenti di una delle più ricche e potenti famiglie della Serenissima sono immortalati nelle ultime occasioni di fasto: un matrimonio belle époque, ritrovi eleganti, tranquille passeggiate e cacce scherzose nel parco. Negli spazi antistanti la villa va in scena invece la curiosità dei bambini, il via vai operoso dei contadini con i loro carri e gli arnesi della vita quotidiana, oche, galline e cani, padroni indisturbati nella grande piazza.

La scelta delle immagini, tratte da fototeche e archivi pubblici ma anche dalle raccolte di privati cittadini, collaboratori generosi e appassionati, ha portato a proporre una mostra che vuole essere il primo, piccolo tassello di una storia ancora in gran parte da scrivere.

 

 

Tiziana Gibelli
Assessore regionale alla cultura e allo sport

Anna Del Bianco
Direttore generale

Guido Comis
Direttore del Servizio catalogazione, promozione, valorizzazione e sviluppo del territorio


Mostra a cura di
Lucia Sartor e Dino Barattin

Allestimento
Luciano Bellet, Roberto Vesnaver, Denis Boem, Edi Miculan, Fabrizio Infanti

Amministrazione
Luciana Andrin, Maria Cristina Baldassi

Restauro digitale delle immagini fotografiche
Martina Hrgic

Grafica
Stefano Pallavisini – Ekostudio

Per la concessione delle immagini si ringraziano
Soprintendenza Archeologia Belle Arti e Paesaggio del Friuli Venezia Giulia - Archivio fotografico di Udine
Istituto Regionale per le Ville Venete - Mira (Ve)
Musei Civici di Udine - Fototeca
Foto Archivio Storico Trevigiano della Provincia di Treviso - FAST
Società Alpina Friulana - sez. C.A.I. Udine
Museo Civico del Risorgimento di Bologna
Musei Provinciali di Gorizia - Fototeca
Österreichischen Nationalbibliothek - Vienna
Archivio fotografico ERPAC
Biblioteca del Consiglio Regionale del Friuli Venezia Giulia “Livio Paladin” - Trieste
Collezione Alessandro Armano
Collezione Gino Sambucco
Collezione Ugo Michelotto
Collezione Fabrizio Infanti
Collezione Gino Bidini

Per la concessione dei filmati di ringrazia
Cineteca del Friuli – Gemona del Friuli

Si ringraziano per la collaborazione
Umberto Alberini, Elisa Bertaglia, Silvia Bianco, Nicoletta Buttazzoni, Ivan Cignola, Claudia Colecchia, Simona Cossu, Luca Moretuzzo, Emiliana De Paulis, Maria Luisa Domeneghini, Daniele Fantin, Alessandra Martina, Loris Milocco, Egidio Moro, Fausto Socol, Marina Sussa.


Data pubblicazione 09/03/2020