Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia

Quando i cancelli si aprono: cinquanta parchi e giardini privati del Friuli Venezia Giulia

 

La verde sorpresa”, questa guida nasce in un momento felice in cui cresce la disponibilità a far conoscere e a condividere la bellezza dei parchi e dei giardini di proprietà privata del Friuli Venezia Giulia. In varie occasioni - eventi, rassegne annuali, manifestazioni culturali o su richiesta - è possibile entrare in questi luoghi creati per il godimento di pochi e che ora si svelano a un pubblico sempre più ampio.

 

Nel paesaggio, in ville e castelli

Decorati da manufatti architettonici, statue, fontane, reperti e altre testimonianze storiche, i parchi e i giardini descritti in questa guida fanno parte di edifici monumentali tra cui antichi complessi castellani divenuti poi ville signorili, residenze padronali, dimore per la villeggiatura. Strettamente legati alle vicende dei contesti a cui appartengono, sono diffusi sul territorio regionale, in numero considerevole in località di pianura e di collina. Si trovano in punti strategici e dominanti, isolati o inseriti all’interno di borghi rurali, a volte in zone tranquille e appartate, generalmente in ambiti paesaggistici di notevole rilievo. Ē magnifica, per portare un esempio di eccezionale importanza, la posizione del Castello di Duino arroccato sul promontorio che si affaccia sul Golfo di Trieste, ornato da giardini degradanti sulla scogliera e dal verde della macchia mediterranea.

Con uno sguardo nuovo

Ordinati alfabeticamente per Comune, questi cinquanta parchi e i giardini privati rappresentano, assieme a quelli pubblici descritti nella guida “La verde bellezza” (2017), il verde storico del Friuli Venezia Giulia. Si tratta di una selezione effettuata sulla base del Censimento pubblicato, aperto a eventuali nuove segnalazioni, che elenca 409 siti d’interesse regionale. Per la prima volta, grazie al coinvolgimento dei proprietari, si ha una visione che abbraccia un numero così significativo di beni privati, diversi per dimensioni e impianto compositivo, utilizzo e stato di conservazione, descritti attraverso schede aggiornate con informazioni utili, dati e notizie sulle particolarità botaniche e storiche. Con uno sguardo nuovo la guida fa emergere quello che di sorprendente possiamo trovare in questi luoghi tanto affascinanti quanto poco conosciuti. Scopriremo la presenza silenziosa di piante secolari, i “grandi vecchi” ufficialmente riconosciuti alberi monumentali della regione e d’Italia, oppure fioriture stupefacenti per profumi, colori e varietà di specie. Troveremo cenni a vicende di famiglie e di casati, di nobili signori e di borghesi illuminati, di personaggi e di ospiti illustri che frequentarono ville e castelli. Una novità è rappresentata dagli itinerari ciclabili che consentono di raggiungere i luoghi utilizzando preferibilmente l’intermodalità: treno e bicicletta.

Terre di confine e verde storico

I parchi e i giardini si trasformano per volontà dei proprietari ma anche per i cicli vitali della natura, i cambiamenti climatici, gli eventi atmosferici eccezionali come i forti temporali di questi ultimi anni, il terremoto del 1976 che sconvolse la fitta trama di edifici storici esistenti nei paesi friulani. I tanti avvenimenti che si sono susseguiti in queste terre di confine e soprattutto i due conflitti mondiali hanno influito sulla loro conservazione. La Grande Guerra provocò danni ingenti, in particolare nel Goriziano, a ville e parchi adibiti a sedi di comandi, acquartieramenti, ospedali, depositi, piste di aviazione, cimiteri. In quelle località così vicine al fronte cruento dell’Isonzo e sul Collio sono rinati numerosi contesti produttivi con ville e parchi – o quanto di essi è sopravvissuto - tra vigneti di qualità. Spicca per la sua collocazione la cinquecentesca Rocca Bernarda che i Perusini, padre e figlio, recuperarono in uno splendido paesaggio collinare avviando impianti per produzione di vini pregiati e la salvaguardia di vitigni autoctoni, tra cui il famoso Picolit.

Con stupore guardando al futuro

Se il giardino, come si dice, deve stupire, a volte colpiscono e impressionano la tenacia, l’attaccamento e la dedizione dei proprietari: solo grazie a loro questi piccoli paradisi sopravvivono. La guida mette in evidenza l’impegno profuso nei lavori di manutenzione, lo sforzo per la conservazione dei fragili equilibri tra il disegno storico, i nuovi inserimenti e la vitalità della vegetazione. In alcuni casi si coglie una nuova consapevolezza ecologica che prevede l’utilizzo di metodi naturali nei trattamenti fitosanitari e nelle coltivazioni, viticoltura compresa. Negli antichi broli e braide ritornano vecchie varietà di alberi da frutto e qualcuno sperimenta l’orto sinergico. Nuovi progetti si prefiggono di inserire i parchi e i giardini in più ampi contesti di protezione e valorizzazione del patrimonio agro-ambientale, del paesaggio e della fauna. Nel borgo di Brazzacco superiore, per esempio, si sta attuando un piano a lungo termine per il ripristino dell’habitat naturale e della biodiversità.

(dall'introduzione di Franca Merluzzi)

 

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