Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia
Istituto Regionale per il Patrimonio Culturale del Friuli Venezia Giulia

Studio, indagine e restauro del materiale conservato presso l'Ufficio tavolare di Trieste

 
Studio, indagine e restauro del materiale conservato presso l'Ufficio tavolare di Trieste

Il sistema tavolare è un tipo di ordinamento catastale in uso nell'impero austroungarico, già vigente nei territori annessi dopo la prima guerra mondiale e mantenuto in vigore dalla successiva legislazione italiana.

 

 

 

La Regione autonoma Friuli Venezia Giulia provvede oggi all'impianto, al ripristino e alla modificazione dei libri fondiari e sovrintende alla loro tenuta.

Tra i materiali presenti nelle diverse sedi regionali vi sono mappe, piani di variazione, registri e raccolte di documenti antichi in precario stato di conservazione causato, non soltanto dalla necessità di utilizzo quotidiano del materiale ormai secolare, ma anche dalla manipolazione, dalla consultazione ininterrotta e dal naturale degrado.

 

Il "PROGETTO TAVOLARE", attivato nel marzo 2013 e concluso ad agosto 2014 presso i laboratori della Scuola regionale per la conservazione e restauro di beni culturali di Villa Manin, ha posto rimedio alla grave situazione conservativa delle mappe denominate piani di variazione (Abänderungspläne) e di alcune raccolte di documenti risalenti al XIX secolo. I risultati ottenuti sono stati il restauro di un nucleo consistente dei documenti oggi gravemente danneggiati, la loro corretta conservazione che garantirà l’utilizzo futuro da parte dell’utenza, l' elaborazione di modelli di intervento da utilizzare per un’eventuale estensione ad altre sedi sul territorio regionale e l' aver posto le basi per la digitalizzazione dei piani di variazione.

E' opportuno ricordare che sono stati utilizzati vantaggiosamente i risultati ottenuti in progetti sviluppati negli ultimi anni presso i laboratori della Scuola beneficiando, in tal modo, delle ricadute applicative di alcune linee di ricerca. Si tratta soprattutto:

 

  • del progetto sulla sperimentazione delle procedure per la misura dell' acidità della carta mediante microelettrodo, PHP - PH of Paper, i cui esiti sono stati presentati al XXII Convegno nazionale della Divisione di chimica analitica della Società chimica italiana [ 1 ];

 

  • del RATAPA - The Removal of Adhesive Tapes from Paper, dedicato alla costituzione di un repertorio dei principali nastri adesivi presenti su manufatti cartacei e alle problematiche relative al loro distacco; parte degli esiti della ricerca sono stati presentati al XXII Convegno nazionale di Chimica Analitica della Società chimica italiana [ 2 ], le ricerche sono attualmente in corso da parte di Gianpiero Adami, Paolo Cremonesi e Andrea Gorassini;

 

Le attività sono state organizzate secondo lo schema seguente:
 
Ricerche storiche

E' stata realizzata un’indagine storica sulle strutture e i modelli di gestione utilizzati nei paesi europei che adottano il sistema del libro fondiario in modo da garantire la corretta pianificazione delle attività previste nell’ambito del progetto. Ad esso si è affiancato uno studio scientifico, a livello europeo, sugli aspetti archivistici del sistema del libro fondiario, in modo da evidenziare le prassi conservative dei fondi antichi, gli interventi di restauro, i progetti di digitalizzazione e di informatizzazione, la struttura dei dati, le condizioni di accesso e le modalità di fruizione.
La schedatura delle filigrane condotta secondo i criteri elaborati dall’ International Associations of  Paper Historians (IPH) [ 3 ] ha consentito inoltre di studiare il materiale del fondo anche da questo punto di vista, così da poter ottenere indicazioni sulla produzione, sul commercio e sull’ utilizzo della carta nella Trieste dell' Ottocento. Per la riproduzione delle filigrane si è preferito non adottare i metodi tradizionali (il ricalco con carta lucido, il frottage, la betagrafia, la fotografia a luce trasmessa ecc.) ma utilizzare invece una tecnica di ripresa digitale già applicata durante l'ultimo corso della Scuola, metodica che viene qui impiegata sistematicamente [ 4 ]. La procedura consente di ottenere immagini digitali chiaramente leggibili - riducendo al massimo il disturbo provocato dallo scritto e dai disegni - con in più la possibilità di un agevole confronto grazie alla presenza di riferimenti metrici incorporati nell'immagine.


Studi scientifici

Sono state svolte indagini diagnostiche sul materiale archivistico, con particolare riferimento alla caratterizzazione dei materiali costitutivi, all’ individuazione delle cause di degrado e alla definizione delle metodiche di intervento più efficaci. Sono state utilizzate due distinte metodiche: la spettroscopia infrarossa a trasformata di Fourier in riflettanza totale attenuata (FTIR-ATR) e la microfluorescenza a raggi X a dispersione di energia (ED-XRF).

 

I risultati di queste indagini, condotte in collaborazione con le università di Udine e di Trieste, con le quali è stata sottoscritta una specifica convenzione,sono stati  utilizzati nell’ambito del progetto come supporto ai docenti e agli allievi e saranno disponibili sotto forma di rapporti e pubblicazioni scientifiche. Sul volume TERR IX 1893 l’indagine si è concentrata su alcune carte imbrunite al fine di individuare gli elementi costitutivi dei materiali inorganici, con particolare riguardo agli inchiostri oggetto di specchiature, i risultati sono stati pubblicati su Microchemical Journal.

Restauro e conservazione

Il progetto si è avvalso dei laboratori già esistenti presso la Scuola regionale per la conservazione e il restauro dei beni culturali a Villa Manin di Passariano.
Le attività si sono svolte sotto la supervisione generale di un restauratore di beni culturali in possesso dei requisiti di legge che ha provveduto a redigere e ad aggiornare i progetti esecutivi di restauro, verificare il rispetto dei tempi previsti e la correttezza metodologica e scientifica dell’intervento. Sono state, inoltre, corrisposte cinque borse di studio agli allievi più meritevoli della Scuola che sono impegnanti presso i laboratori di Passariano, affiancati da un tutor per tutta la durata del progetto.
I beni in restaurati comprendono una casistica assai numerosa e diversificata, tanto dal punto di vista dei supporti che dei materiali scrittori. Sono state restaurate carte di vario spessore e composizione fibrosa, lucidi su carta e su tela, fogli oblunghi montati a soffietto, grandi formati ottenuti mediante assemblaggi di più elementi, vari tipi di inchiostri da scrittura e da disegno e una gamma eterogenea di colori. Non mancano sigilli,  valori bollati, timbri a secco e ad inchiostro. Il tutto collocato in un momento storico caratterizzato da una rapida evoluzione tecnica con l’introduzione di nuovi procedimenti e materiali di provenienza industriale, con il progressivo abbandono di metodi codificati dalla tradizione.
Sia i piani che i documenti catastali si presentavano assemblati, mediante cucitura o per mezzo di fermagli metallici, in volumi di notevoli dimensioni e risultavano gravemente compromessi, oltre che dall’assidua consultazione, proprio dalla tipologia di legatura nella quale erano costretti, tanto che un numero elevato di essi era ormai ridotto in frammenti. Il progetto ha  previsto, dunque, lo smontaggio dei volumi con la conseguente separazione dei singoli piani e dei documenti, il loro restauro e la conservazione in cartelline individuali, accorgimento che consentirà di rendere disponibile di volta in volta solo il materiale richiesto dall’utenza, salvaguardando il resto della raccolta dalle sollecitazioni meccaniche e dall’esposizione alle variazioni termoigrometriche.
L’intervento di restauro, articolato in numerose operazioni, ha compreso la misura del pH di carte e inchiostri tramite microelettrodo, la caratterizzazione di amidi e proteine per l’individuazione degli adesivi di origine vegetale e animale utilizzati nelle precedenti riparazioni, la rimozione dei materiali non idonei applicati nel corso degli interventi pregressi mediante gel di gellano in concentrazioni variabili e di acido poliacrilico, la rimozione di nastri adesivi con calore e mezzi meccanici, l’ umidificazione acquosa indiretta delle mappe e dei documenti con la membrana Sympatex, il ristabilimento della loro planarità su telai a tamponi magnetici , la sutura delle lacerazioni e l’integrazione delle lacune con carte giapponesi e metilidrossietilcellulosa.

 

 

 

 

Tutte le fasi del progetto sono state documentate esaustivamente mediante la raccolta, elaborazione e interpretazione dei dati conservativi in forma numerica, testuale, grafica e fotografica. In particolare sono state effettuate riprese fotografiche con luce diffusa, radente e trasmessa per testimoniare lo stato di conservazione delle opere prima dell’intervento, durante e dopo il restauro.

Le mappe restaurate sono state riconsegnate all’ufficio di appartenenza in appositi contenitori di conservazione, unitamente alla documentazione esaustiva di tutti gli interventi realizzati.

[1]  Gianpiero Adami, Matteo Crosera, Edoardo Reisennhofer, Andrea Gorassini, Alessandro Giacomello,Spettroscopia FTIR-ATR per lo studio dei nastri adesivi ai fini della loro rimozione da supporti cartacei, in: XXII Convegno nazionale della Divisione di Chimica Analitica (SCI) (Como, 12 - 16 settembre 2010), relazione orale CARCBC1.

[2]  Gianpiero Adami, Matteo Crosera, Edoardo Reisennhofer, Andrea Gorassini, Alessandro Giacomello,Spettroscopia FTIR-ATR per lo studio dei nastri adesivi ai fini della loro rimozione da supporti cartacei, in: XXII Convegno nazionale della Divisione di Chimica Analitica (SCI) (Como, 12 - 16 settembre 2010), poster 39.

[3]  IPH - International Association of Paper Historians, International Standars for the Registration of Papers whit or without Watermarks, version 2.1 (2012) (193.170.85.68/iph/Standards/, consultato l'11 settembre 2013)

[4]  Per un approfondimento su un’altra tecnica di imaging presentata agli allievi nell’ambito del corso quinquennale cfr.: Alessandro Pesaro, Beni librari, materiale d'archivio e opere d'arte su carta. Immagini a pseudo colori nella documentazione conservativa, “Kermes. La rivista del restauro”, 25, 86 (2012), pp. 54-60.

 

Documenti                                                                                       Dimensioni          Tipo
 Studio, indagine e restauro dei piani di variazione dell'Ufficio tavolare di Trieste                        43,2 MB                   PDF
 TavolaRestauro    Video

 

Rassegna stampa                                                                                                                           Dimensioni            Tipo
3 luglio 2013                                                                                                                               1,99 MB  PDF
7 luglio 2013  200  KB  PDF
29 novembre 2013  414  KB  PDF