Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia
Istituto Regionale per il Patrimonio Culturale del Friuli Venezia Giulia

Salvaguardia delle biblioteche del deserto in Mauritania

 
     Salvaguardia delle biblioteche del deserto in Mauritania

 

Introduzione storica
Nel territorio della Repubblica Islamica di Mauritania sono attualmente conservati oltre 30.000 manoscritti datati tra il XVIII e XIX secolo, con esemplari che risalgono fino al XII. Essi costituiscono un retaggio culturale di straordinaria importanza, composto perlopiù da opere di diritto islamico, testi mistici e letterari. Ad essi si aggiungono dizionari, grammatiche, biografie, opere storiche e scientifiche.
La gran parte di essi si trova oggi nelle cosiddette “villes anciennes“ di Chinguetti, Ouadane, Tichitt, Oualata, un tempo eminenti centri di cultura lungo le piste carovaniere sub-sahariane e ora minacciate dallo spopolamento. È nel corso del XX secolo che le “villes anciennes” perdettero gradualmente il ruolo originario e con esso la loro funzione culturale. Tale processo è stato velocizzato, a partire dagli anni ’60 del secolo scorso, anche dalla progressiva desertificazione del paese e da una lunga serie di carestie che hanno provocato l’inurbamento degli abitanti verso la capitale Nouakchott e i centri più fertili lungo il corso del fiume Senegal. Questi fattori hanno compromesso più o  meno seriamente la sopravvivenza di tale eccezionale patrimonio: la maggior parte dei manoscritti si trova oggi in pessimo stato di conservazione e molti di essi rischiano la scomparsa entro pochi anni.
A partire dagli anni ottanta del ‘900 si è fatta strada una nuova consapevolezza del valore storico e culturale dei manoscritti, come pure del contesto sociale e culturale in cui essi sono stati prodotti e conservati. Nel 1996 i centri storici delle quattro “ville anciennes” di Oudane, Chinguetti, Tichitt e Oualata sono state inseriti nella lista del Patrimonio mondiale dell’umanità dell’UNESCO in quanto “esempi eccezionali di insediamenti costruiti in funzione delle vie commerciali del Sahara, di cui testimoniano i contatti culturali, sociali ed economici avvenuti nell’arco di secoli”.
 
Situazione attuale
Le autorità della Repubblica Islamica di Mauritania (ex colonia francese, indipendente dal 1960) sono consapevoli del valore del proprio patrimonio e seriamente motivate a difenderlo: sono state emanate leggi di tutela ispirate a criteri moderni e si stanno sempre più diffondendo forme di turismo culturale.
Sfortunatamente, il paese è ancora lontano da un pieno sviluppo. Nonostante gli introiti della pesca e delle attività estrattive, l’economia dipende fortemente dagli aiuti internazionali, la disoccupazione supera il 20% ed oltre il 40% della popolazione vive sotto la soglia di povertà. Mancano quindi le risorse, le strutture, ma soprattutto le competenze adeguate per la tutela e la gestione del patrimonio culturale. È quindi evidente che non è possibile sperare in miglioramenti duraturi nella conservazione dei manoscritti se prima non vengono rafforzate le capacità delle istituzioni locali di tutelare il patrimonio culturale del Paese. Questa considerazione è tanto più evidente se si ricordano le caratteristiche salienti delle “biblioteche del deserto”:
  • Conservazione dei manoscritti in locali perlopiù inadeguati, spesso ammucchiati al suolo, impilati entro stipi ricavati nello spessore delle pareti, oppure in contenitori di fortuna. Gli ambienti sono soggetti a condizioni ambientali estreme, caratterizzate da rilevanti escursioni termiche e dall’azione distruttiva della sabbia veicolata dal vento;
  • Grande dispersione sul territorio, a volte in piccole o piccolissime località distanti tra loro, spesso carenti di servizi essenziali quali l’energia elettrica e l’acqua;
  • Mancanza di specialisti locali e carenza di strutture adeguate per la conservazione e il restauro;
  • Prevalenza quasi esclusiva di biblioteche private, percepite come parte del proprio retaggio familiare da tramandare e conservare gelosamente.
Linee d’azione e principi ispiratori del progetto
Nel maggio del 2005 si tenne a Nouakchott la quarta sessione della Commissione mista economica e di cooperazione italo-mauritana. Furono concordate una serie di azioni, tra cui progetti a sostegno del settore alimentare, della pesca, della sanità pubblica, progetti di formazione nel settore giuridico e, infine, iniziative per la conservazione del patrimonio culturale della Mauritania, con una menzione esplicita alle biblioteche del deserto. Esperti italiani del Ministero degli Affari Esteri presero contatti con la Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia per valutare la possibilità di realizzare un progetto di cooperazione internazionale nella Repubblica Islamica di Mauritania, esprimendo il desiderio che la gestione venisse affidata al Centro di catalogazione e restauro dei beni culturali di Villa Manin di Passariano. Il Centro ha così elaborato un progetto biennale, che è stato quindi approvato e in gran parte co-finanziato dalla Direzione Generale per la Cooperazione allo Sviluppo del Ministero degli Affari Esteri.
Nello specifico, il progetto è stato impostato su due linee d’azione:
  • creare direttamente in Mauritania le competenze necessarie, mediante la formazione di personale locale nel campo della conservazione dei beni culturali;
  • progettare, allestire e mettere in servizio una rete di laboratori distribuiti sul territorio mauritano, in cui applicare i metodi di conservazione più efficaci.
Formazione di personale locale
Dopo la sottoscrizione dei protocolli di collaborazione tra i partner mauritani e italiani e l'insediamento degli organi di gestione nel dicembre 2007, il progetto è stato inaugurato ufficialmente il 18 marzo 2008. La fase iniziale ha avuto luogo nei mesi seguenti a Nouakchott dove gli allievi hanno ricevuto una prima formazione di base strutturata in 360 ore di lezione. Il 10 luglio, a Villa Manin di Passariano, si è tenuta la cerimonia inaugurale della seconda fase di formazione prevista dal progetto, cha ha compreso 480 ore divise fra discipline storiche, scientifiche e tecniche. Le attività in Italia si sono concluse il 26 settembre ed hanno compreso lezioni frontali, attività di laboratorio, tirocini e visite guidate presso diverse istituzioni culturali. Ciò ha consentito di sfruttare i laboratori, le strutture didattiche e le professionalità specialistiche che già garantiscono lo svolgimento del corso quinquennale per restauratori di beni culturali dedicato ai beni librari, documentari e alle opere d’arte su carta.
Per tutto il 2009 si è svolta la terza fase di formazione in Mauritania, in cui specialisti italiani e docenti locali hanno contribuito ad approfondire ulteriormente gli aspetti tecnici ed operativi, verificando in particolare la corretta applicazioni pratica dei contenuti proposti nelle precedenti fasi di formazione.
Una selezione dei materiali didattici proposti agli allievi è stata infine raccolta in un manuale in francese e arabo distribuito in Mauritania, nonché inviato a biblioteche, studiosi ed istituzioni culturali nel mondo.
Dal giugno al settembre 2009 gli allievi hanno inoltre collaborato alla collocazione di trappole entomologiche nelle biblioteche di Nouakchott e delle quattro villes anciennes come parte del loro tirocinio applicativo. I dati raccolti sono confluiti nella ricerca: Les Insectes ravageurs des bibliothèques en Mauritanie.
 
Allestimento di strutture tecniche adeguate
La seconda linea d’azione del progetto ha consentito di progettare e allestire un laboratorio per la conservazione dei manoscritti e un laboratorio per la documentazione nella capitale Nouakchott, presso l’Institut Mauritanien de Recherche Scientifique. Altri quattro laboratori decentrati sono stati realizzati a Chinguetti, Ouadane, Tichitt e Oualata, utilizzando ambienti specifici all’interno di edifici, recentemente costruiti, di proprietà della Fondation Nationale pour la Sauvegarde des Villes Anciennes. La gran parte delle attrezzature e dei materiali è stata fornita da ditte italiane e spedita in Mauritania via nave.
Secondo dati forniti dall’ Institut Mauritanien de Recherche Scientifique, nella capitale Nouakchott e nella corrispondente regione del Trarza si trova infatti il 44% dei manoscritti censiti. Nel solo Tagant – ovvero la regione servita dal laboratorio di Tichitt - se ne conta il 20%, mentre nella regione dell’Adrar, dove sono allestiti i laboratori periferici di Chinguetti e Ouadane, ne è conservato il 18%. L’ H’odh Ech Chargui e la città di Oualata assommano infine al 7%. La scelta di allestire i cinque laboratori in questi centri garantisce quindi una presenza incisiva proprio in quelle regioni dov’è conservato l’89% dei manoscritti.
Due mezzi fuoristrada permettono di mantenere collegati questi laboratori con quello centrale e di raggiungere anche le località più periferiche.
I servizi offerti dai laboratori - e la rispettiva dotazione di attrezzature e di materiali - sono stati organizzati secondo lo schema seguente.
Documentazione
I laboratori sono dotati di scanner da tavolo e di attrezzature fotografiche con i relativi accessori, come pure di strumenti manuali per la realizzazione di semplici rilievi architettonici. Il laboratorio della documentazione a Nouackhott raccoglie, organizza ed archivia i dati provenienti dalle altre cinque strutture.
 
 
Disinfestazione
Presso il laboratorio centrale di Nouakchott è installata un’apparecchiatura per la disinfestazione anossica con la quale i manoscritti vengono tenuti per tre settimane in atmosfera di azoto prodotta da un apposito generatore. La mancanza totale di ossigeno provoca la morte di tutti gli insetti. I manoscritti possono essere prelevati e riconsegnati a domicilio in tutto il paese utilizzando speciali contenitori per il trasporto. Tutti i laboratori inoltre dispongono di trappole di vario tipo.
 
Monitoraggio ambientale
Ogni laboratorio è attrezzato con una serie di strumenti portatili per la misurazione dei principali parametri ambientali. Altri dispositivi consentono inoltre la registrazione in continuo di umidità e temperatura: essi possono essere lasciati negli ambienti da monitorare in modo da consentire lo studio analitico delle variazioni climatiche nell’arco di alcuni mesi senza richiedere la presenza costante di una persona. Sulla base dei dati raccolti, gli specialisti sono in grado di suggerire ai proprietari le azioni più adatte.
 
Realizzazione di scatole di conservazione
Tutti i laboratori sono attrezzati con misuratori manuali per libri e un’ampia dotazione di strumenti per cartotecnica; utensili da taglio di vario tipo, forbici, adesivi, fettucce, pesi, fustelle con cui realizzare astucci su misura capaci di proteggere i libri dall’ambiente aggressivo.
 
Depolveratura
Ogni struttura dispone di un ampio assortimento di attrezzature per allontanare la polvere, che costituisce il terreno ideale per la nascita, la crescita e lo sviluppo di microrganismi e insetti nocivi. Assieme a pennelli a setole morbide per gli interventi manuali vengono inoltre utilizzati speciali aspiratori portatili a spalla che consentono di operare direttamente presso le biblioteche. Interventi più impegnativi vengono realizzati direttamente in laboratorio utilizzando speciali cappe di aspirazione dotate di accessori di diverso tipo (ugelli aspiranti o soffianti, spazzole morbide).
Come criterio generale, sono state scelte apparecchiature semplici e robuste, perlopiù manuali, quindi utilizzabili per lungo tempo senza richiedere un complesso e delicato mantenimento. Per l’uso e la manutenzione delle apparecchiature più complesse, come quelle per la disinfestazione anossica e la depolveratura, sono stati realizzati appositi manuali video. Ogni laboratorio è infine dotato di un’adeguata scorta di materiali di consumo (filtri, batterie, adesivi ecc.) tra cui una nutrita serie di carte e cartoni da conservazione con diverse caratteristiche e dimensioni, da utilizzarsi per la costruzione di varie tipologie di contenitori. Tali dotazioni sono calcolate in modo da garantire un’autonomia operativa di alcuni anni, un aspetto essenziale per la continuità del progetto vista la difficoltà di garantire un approvvigionamento regolare di materiali d’importazione.
 
Organizzazione dei servizi
Nell’organizzazione delle attività sopra descritte si segue tendenzialmente un principio di sussidiarietà. Qualsiasi intervento viene effettuato al livello più vicino possibile al problema, ad esempio offrendo assistenza ai proprietari delle biblioteche direttamente a domicilio, in modo da spostare il meno possibile i libri dallo loro collocazione originaria. I vantaggi di questa soluzione sono diversi: in primo luogo, viene rispettata in modo scrupoloso la proprietà delle raccolte, evitando in particolare delle soluzioni accentrate. I manoscritti non vengono tolti dal loro contesto originario, esaltandone così il valore di beni culturali e riconoscendo la specificità di ogni singola biblioteca e la sua storia unica. Se il problema non è risolvibile direttamente, il materiale viene temporaneamente trasportato in uno dei laboratori periferici, dove sono disponibili attrezzature adeguate, per essere poi restituito ai proprietari con consigli utili ad una buona conservazione.
Se anche queste risorse non dovessero bastare, se ad esempio fosse necessario un trattamento di disinfestazione anossica realizzabile nel solo laboratorio di Nouakchott, solo allora si fa ricorso alla struttura centrale. In questo modo si utilizza la disponibilità di spazi adatti e di attrezzature tecniche adeguate. Questa soluzione contribuisce a mantenere rapporti chiari con le parti consolidando così la fiducia nel progetto. Viene garantita inoltre la massima semplicità gestionale poiché riduce la necessità di spostare materiali fragili e delicati, con tutti i rischi connessi a questo genere di operazioni: danneggiamenti, smarrimenti o scambi accidentali.
Tale approccio decentrato è coerente con la tutela delle singole identità locali, una considerazione di primaria importanza in un paese multietnico come la Mauritania. Inoltre, la scelta di formare degli specialisti con uno stabile radicamento sul territorio è una garanzia per stabilire proficui rapporti di collaborazione con i proprietari delle biblioteche. L’azione di sensibilizzazione produce infine ricadute positive sulla comunità locali, garantisce continuità all’iniziativa e costituisce il presupposto per lo sviluppo di possibili ulteriori azioni.
A conclusione del progetto è stato pubblicato un completo rapporto tecnico corredato da un’ampia rassegna stampa internazionale e da una selezione di documenti ufficiali.


 


Riconoscimenti
Il giorno 12 gennaio 2010, a Nouakchott, si è svolta la cerimonia conclusiva del progetto. Sono intervenute, per parte mauritana, le ministre Haha Mint Hamdi Ould Mouknass (Affari esteri e cooperazione) e Cissé Mint Cheikh Ould Boïdé (Cultura, politiche giovanili e sport). Ha rappresentato l’Italia il ministro Franco Frattini, a capo del dicastero degli Affari esteri. Da parte mauritana è stato espresso vivo apprezzamento per i risultati raggiunti, auspicando che la collaborazione fra i due paesi possa continuare a svilupparsi “al fine di permettere di promuovere la cultura, accrescere la speranza e costruire la pace” mentre il ministro Frattini ha espresso il suo apprezzamento riservandosi la possibilità di valutare ulteriori azioni per preservare il patrimonio culturale della Mauritania, così da consolidare e sviluppare i risultati già raggiunti.
Il 21 giugno 2010, la Giuria del Premio Pasquale Rotondi ai salvatori dell'Arte ha conferito alla Scuola di conservazione e restauro dei beni culturali della Regione autonoma Friuli Venezia Giulia il premio nella sezione mondo “per aver portato a termine il progetto di cooperazione internazionale ‘Salvaguardia delle biblioteche del deserto’ in Mauritania. Il progetto, avviato nel 2007, ha consentito la formazione di 12 specialisti mauritani che lavorano in cinque laboratori appositamente attrezzati nella capitale Nouakchott e nelle quattro città storiche di Ouadane, Chinguetti, Tichitt e Oualata, inserite nella lista del patrimonio mondiale dell'umanità dell'Unesco in quanto esempi eccezionali di insediamenti costruiti in funzione delle vie commerciali del Sahara, di cui testimoniano i contatti culturali, sociali ed economici avvenuti nell'arco dei secoli” (dalla motivazione ufficiale). La cerimonia di premiazione è avvenuta a Sassocorvaro (PU) il 25 settembre 2010.
La Scuola è stata inoltre insignita del primo premio all’Italian Heritage Award 2013, sezione Restauro manufatti cartacei e membranacei. Essa è stata selezionata tra le oltre 400 candidature nelle diverse sezioni, presentate dall’Italia e dall’estero. Il premio, promosso dall’Associazione Nazionale Fidei Signa Onlus, viene assegnato a personalità, imprese, enti e associazioni che abbiano raggiunto risultati di eccellenza nella salvaguardia del patrimonio culturale. La cerimonia di premiazione si è tenuta a Roma, presso il Centro Congressi Seraphicum della Pontificia Facoltà Teologica S. Bonaventura dei Frati Minori Conventuali, il 4 ottobre 2013.
 
 
I partner
Hanno partecipato al progetto:
 
Per la parte italiana
 
- La Direzione Generale per la Cooperazione allo Sviluppo del Ministero degli Affari Esteri, che ha voluto, sostenuto e in gran parte finanziato il progetto;
- La Centro di catalogazione e restauro dei beni culturali della Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia, che lo ha ideato, organizzato e realizzato.
 
Per la parte mauritana, due istituti dipendenti dal Ministero della Cultura:

- L’Institut Mauritanien de Recherche Scientifique che ha garantito la collaborazione scientifica e tecnica e gestisce ora il laboratorio centrale e quello della documentazione a Nouakchott;
- La Fondation Nationale pour la Sauvegarde des Villes Anciennes che ha assicurato il coordinamento e le relazioni con le popolazioni delle ‘villes anciennes’ che beneficiano del progetto e cura attualmente la gestione dei laboratori periferici siti in questi centri.

Ha collaborato inoltre l’Istituto Centrale per il Restauro e la Conservazione del Patrimonio Archivistico e Librario di Roma (già Istituto Centrale di Patologia del Libro di Roma) con il quale la Regione Friuli Venezia Giulia ha sottoscritto un protocollo di collaborazione specifico
 
 
Documentazione
 
Documenti ufficiali Dimensioni Tipo
Rapporto tecnico, cronologia e documenti 4,4 MB PDF
Allegati al rapporto tecnico 4,3 MB PDF


 

Pubblicazioni scientifiche Dimensioni Tipo
Issa Nabiyoullahi ould Bouraya, Eugenio Veca, Les insect ravageurs des bibliothèques en Mauritanie. Rapport intermédiaire 2,7 MB PDF
Alessandro Giacomello, Italy and Mauritania. A Project by the Autonomous Region Friuli Venezia Giulia for the preservation of Desert Libraries 5,4 MB PDF


 

Materiali didattici Dimensioni Tipo
Sauvegarde des bibliothèques du désert. Matériaux didactiques 5,6 MB PDF
Inqadh Maktabat al-Sahra'. Mawadd Ta'limiyya 2,6 MB PDF

 

 

Guide ai servizi Dimensioni Tipo
Salvaguardia delle biblioteche del deserto 0,9 MB PDF
Sauvegarde des bibliothèques du desert 0,9 MB PDF
Safeguarding the Desert Libraries 0,9 MB PDF
Inqadh Maktabat al-Sahra' 0,9 MB PDF


 

Premio Pasquale Rotondi edizione 2010, sez. Mondo Dimensioni Tipo
Premio Pasquale Rotondi 4,2 MB WMV
Un futuro alla memoria del Sahara 1,9 MB PDF
E l'Italia salvò l'infanzia delle parole dell'Africa 3,6 MB PDF


 

Rassegna stampa
Dimensioni Tipo
2005 - 2008 37,3 MB PDF
2009 17,7 MB PDF
Primo semestre 2010 42,4 MB PDF
Secondo semestre 2010 35,2 MB PDF


 

Materiale multimediale Dimensioni Tipo
RAI3 FVG - 10/07/2008 54,5 MB     WMV
Tg Esteri News - 24/07/2008 13,3 MB    WMV
Radio Rai1 "Voci dal mondo" - 24/01/2010 12,4 MB     Mp3
 
 
Bibliografia selezionata (in ordine cronologico)

Fabio Sindici, Le biblioteche del deserto. In Mauritania la cooperazione italiana ha avviato un progetto biennale per la conservazione delle biblioteche nelle antiche città carovaniere: un patrimonio di oltre 40.000 manoscritti, in parte ancora non censito, “Ilaria. Rivista della cooperazione italiana”, 5, 2008, pp. 8-11;

Fabio Di Giammarco, Salviamo le biblioteche del deserto della Mauritania. Un progetto della Regione Friuli Venezia Giulia. Con il supporto dell’Istituto centrale per la patologia del libro, “Biblioteche oggi. Mensile di informazione aggiornamento e dibattito”, 1-2, 2009, p. 32;

Le “biblioteche” del deserto: progetto per la protezione e conservazione di un patrimonio dell’umanità, “Kermes. La rivista del restauro”, 7-9, 2009, p. 5

Alessandro Giacomello, Salvaguardia delle biblioteche del deserto in Mauritania, in: L' arte ambasciatrice di conoscenza e di pace. XXIV Convegno nazionale Federazione italiana degli amici dei musei (Atti del convegno; Livorno, 23-25 ottobre 2009), Livorno, Amici dei musei e dei monumenti livornesi, 2010, pp. 44-51;

Safeguarding the Desert Library: a Project for Conserving Memory, “Africom News. Publication of the International Council of African Museums”, 9, 2010-2011, p. 18;

Alessandro Giacomello, Italy and Mauritania. A Project by the Autonomous Region Friuli Venezia Giulia for the preservation of Desert Libraries, “Journal of Paper Conservation”, 12, 3, 2011, pp. 25-30;

Annalisa Bellerio, Il tesoro delle dune. Le biblioteche del deserto salvate in Mauritania, “Alumina. Pagine miniate”, 34, 2011, pp. 28-33;

A. Giacomello, Il progetto “Salvaguardia delle biblioteche del deserto” in Mauritania, in “Lo Stato dell’Arte”, atti del IX Congresso IGIIC Gruppo italiano International Institute for conservation (Cosenza, Palazzo Arnone, 13-15 ottobre 2011), Firenze, Nardini, 2011, pp. 533-540.