Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia

Un anno a Magredis: i mesi della chiesa di San Pietro

Le figurazioni che illustrano le Attività dei dodici mesi dell’anno nella chiesetta di San Pietro a Magredis di Povoletto, parte della più ricca decorazione ad affresco che ricopre completamente l’abside e la parete dell’arco trionfale, si dipanano lungo la fascia più bassa delle pareti dell’abside. La posizione e l’altare antistante che le nasconde in parte rischiano di farle sfuggire all’attenzione. Sarebbe un peccato, perché formano l’unico ciclo friulano dei mesi giunto integro sino a noi, opera di un piccolo maestro sconosciuto, attivo nel tardo Quattrocento, capace di raccontare con pennello sorridente e arguto i lavori legati al mondo contadino, ma anche le occasioni di festa e gli svaghi delle classi più agiate.

Dei mesi più freddi dell’anno, lunghi e bui, il pittore coglie i momenti più lieti e divertenti: il dono dei dolci ai bimbi che fanno gli auguri per il nuovo anno agli adulti a Gennaio, mentre a Febbraio sono le feste di carnevale, con il loro corredo di maschere, musica e allegrezza, a guadagnare la scena. A Marzo si torna al lavoro, in vista del risveglio primaverile. Ecco allora che, in una terra da sempre vocata alla produzione del vino, è il vigneto che occupa i contadini con la potatura dei tralci. Ad Aprile, si sa, è dolce dormire e ancor più dolce se si sogna l’amore, ad occhi chiusi come il giovane beatamente appisolato su una sedia, ma anche a occhi aperti, cogliendo i fiori come promesse che la primavera fa al cuore delle fanciulle.

A Maggio i nobili cavalieri, chiamati a raccolta dall’acuto suono del corno, si dilettano nella caccia, aiutati dall’infallibile vista del falco e dal fiuto dei cani. La primavera a Giugno avanza fino a varcare la soglia dell’estate e porta a maturazione le messi, che le donne tagliano con il falcetto e ne fanno covoni, sorridendo, nonostante la fatica, al cucù dei bambini tra le spighe. A Luglio, dopo averlo fatto seccare, spetta alla forza degli uomini separare il grano dalla paglia: un contadino batte le spighe con un bastone doppio, con le due metà collegate da una cinghia di cuoio, mentre il suo compagno provvede a rivoltarle. Il pensiero ad Agosto torna alla vigna, dove vanno maturando i grappoli, e nell’attesa si preparano le botti.

Alla vendemmia di Settembre segue, assegnata alle donne, la pigiatura a piedi nudi dentro ai tini, mentre l’esperto vinificatore assaggia il dolce mosto che ne cola. Ottobre per uomini e animali è il mese della dura fatica dell’aratura e della semina del grano, confidando nell’abbondanza del raccolto della primavera successiva. Grazie al riposo invernale dei campi, a Novembre qualcuno approfitta per andare a caccia di anatre, altri si dedicano invece ai lavori di carpenteria. A Dicembre la famiglia al completo partecipa al vero e proprio rito dell’uccisione del maiale, allevato con ogni cura nel corso dei mesi precedenti e fonte pressoché unica di carne nell’alimentazione contadina.

Il popolo della campagna, che dalle condizioni del tempo dipendeva per i raccolti e, quindi, per la sua stessa sopravvivenza, non poteva che affidarsi alla bontà del Cielo. Non è difficile allora immaginare l’intera comunità raccolta in preghiera dinanzi alle immagini della Madonna, dei Santi e della Trinità che volle far affrescare nel 1509 sulle pareti della propria chiesa da Gian Paolo Thanner (notizie 1501-1535), anche lui un pittore di modesti mezzi, capace però di farsi interprete dell’umile fede popolare e di comunicare in modo semplice e chiaro, ma anche vivacemente narrativo, messaggi e contenuti religiosi.

Per approfondire:

  • G. BERGAMINI, Pitture "popolari" in Friuli nel XV e XVI secolo, in Il Pordenone, Atti del Convegno internazionale di studio (Pordenone, Sala convegni della Camera di commercio, 23-25 agosto 1984), a cura di C. FURLAN, Pordenone, 1985, p. 199.
  • G. TROVABENI, Iconografie dei mesi nelle chiese friulane, in Artisti in viaggio, 1450-1600. Presenze foreste in Friuli-Venezia Giulia, Atti del convegno (Codroipo, Villa Manin di Passariano, 24-25 ottobre 2003), a cura di M.P. FRATTOLIN, Udine-Venezia 2004, pp. 218-222.
  • G. BERGAMINI, Sette secoli d'arte, in Povoletto, a cura di G. BERGAMINI, Povoletto (UD), 2008, pp. 204-207.

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