Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia
Istituto Regionale per il Patrimonio Culturale del Friuli Venezia Giulia

I ritratti del Museo Gortani

Duecento volti di personaggi della borghesia carnica del Settecento e Ottocento che si sono distinti per l'operosità e l’oculatezza dei loro commerci e affari.

Ritratto di Jacopo Linussio impreditore tessile carnico, 1739/41I dipinti sono stati eseguiti nel corso del Settecento e Ottocento, a cui si affiancano vedute di artisti del XX secolo. L’attività di studio e il riesame delle opere ha permesso di aggiornare le schede già realizzate negli anni Settanta, dotandole di immagini a colori che indagano anche specifici dettagli ed elementi iconografici, ma soprattutto di riportare le nuove attribuzioni e di arricchire il campo dedicato alle notizie storico-critiche con gli studi condotti negli ultimi decenni.

Particolarmente interessante risulta la ritrattistica, con opere di autori riconducibili per lo più all'ambito carnico, alcuni noti, tra cui spicca il nome di Nicola Grassi. Al XVIII secolo appartengono anche i ritratti dipinti da Silvestro Noselli e Antonio Schiavi, mentre ottocenteschi sono quelli dovuti a Giuseppe Da Pozzo, Giovanni Ariis, Domenico Di Vora, Andrea Lexer, Giovanni Moro fino a Gianni Quaglio operante nel XX secolo.

Gran parte di questi dipinti furono commissionati da esponenti della nuova borghesia e ritraggono i componenti di famiglie che si sono distinte per l'operosità e l’oculatezza dei loro commerci e affari. Il benessere economico e la posizione acquisita sono espressi nel ritratto, dove ciascun personaggio appare con abbigliamento curato e impreziosito da qualche gioiello. Mentre i particolari iconografici testimoniano la posizione sociale raggiunta e i ruoli specifici svolti da donne e uomini, alludendo a capacità e valori morali. I coniugi sono raffigurati separatamente: nel ritratto maschile compaiono spesso oggetti riconducibili alla professione, mentre in quello femminile chiavi e libri di orazioni. La formula ricorrente dei dipinti e la particolare simbologia alludono a capacità e valori morali ugualmente necessari per la crescita e la saldezza della struttura familiare. Prevalgono i ritratti di singoli personaggi, ma la raccolta comprende anche qualche dipinto con gruppi familiari, pochi i ritratti di bambini.

Il progetto di catalogazione e aggiornamento, è stato promosso nel 2007 dalla Soprintendenza regionale.