Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia
Opere d'Arte: Id Scheda 51213
 
UDINE (UD)
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Castello di Udine
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Civici musei e gallerie di storia e arte
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sec. XVI primo quarto ( 1500 - 1524 )
Sacchis Giovanni Antonio detto Pordenone (1483-1484/ 1539)
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DIPINTO MURALE intonaco/ pittura a fresco
MADONNA DELLA LOGGIA
Al centro della composizione è ritratta la Vergine Maria seduta frontalmente con il Bambin Gesù sulle ginocchia. La Madonna ha il capo reclinato verso destra e lo sguardo rivolto a sinistra. Il Bambino, ignudo, volge lo sguardo verso la madre e tiene in mano un grappolo d'uva dai tratti indefiniti. Il fondo dai toni del verde è lacunoso come gran parte del manto e della veste della Vergine Maria.

Intorno al 1516 venne commissionata al Pordenone la decorazione ad affresco di una p...

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Al centro della composizione è ritratta la Vergine Maria seduta frontalmente con il Bambin Gesù sulle ginocchia. La Madonna ha il capo reclinato verso destra e lo sguardo rivolto a sinistra. Il Bambino, ignudo, volge lo sguardo verso la madre e tiene in mano un grappolo d'uva dai tratti indefiniti. Il fondo dai toni del verde è lacunoso come gran parte del manto e della veste della Vergine Maria.

Intorno al 1516 venne commissionata al Pordenone la decorazione ad affresco di una parete della Loggia del Lionello in Piazza Contarena raffigurante la Madonna con Bambino e con tre angeli musicanti ai suoi piedi. Nel 1642, dopo la decisione di aprire su tre lati il pianterreno della Loggia, l’affresco fu staccatoe collocato nella parete di fondo, subendo alcuni danni. In seguito all’incendio che distrusse parte dell’edificio nel 1876, l’affresco fu coperto da una copia eseguita da Giuseppe Ghedina, e infine staccato e portato in museo. Originariamente vi era una corona d'argento sulla testa della Vergine Maria e del Bambino come segno di devozione. L’attuale stato di conservazione purtroppo non permette di appurare a pieno la qualità dell’opera che unanimemente è considerata dalla critica tra le più riuscite del Pordenone. Nell’affresco si notano influssi romani, in particolare raffaelleschi, anche se probabilmente l’opera fu compiuta qualche anno prima del viaggio romano che il maestro fece nel 1518. Tali influenze forse derivarono dalla conoscenza di stampe e disegni che in quegli anni circolavano tra gli artisti. Si avvertono nella posa del Bambin Gesù echi michelangioleschi e richiami agli scorci degli affreschi giorgioneschi del Fondaco (BERGAMINI 2002, p. 132)