Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia
Siti Archeologici: Id Scheda 599
 
INSEDIAMENTO - castelliere
CAD 07
CASARSA DELLA DELIZIA (PN), San Giovanni - Cjastelar
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secc. XIII-IX a.C.
cultura dei castellieri friulani
Insediamento protostorico (castelliere) in località Cjastelar, ad ovest di San Giovanni di Casarsa, lungo via Sile. Il sito era noto già a partire dal primo Novecento, ma ampi lavori agricoli ne hanno progressivamente determinato lo spianamento quasi totale. Il castelliere, situato tra due bracci fluviali, doveva avere un aggere perimetrale. Poiché non sono mai state effettuate indagini stratigrafiche, le vicende storiche del Cjastelar possono essere ricostruite solo sulla base dei rinvenimenti...
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Insediamento protostorico (castelliere) in località Cjastelar, ad ovest di San Giovanni di Casarsa, lungo via Sile. Il sito era noto già a partire dal primo Novecento, ma ampi lavori agricoli ne hanno progressivamente determinato lo spianamento quasi totale. Il castelliere, situato tra due bracci fluviali, doveva avere un aggere perimetrale. Poiché non sono mai state effettuate indagini stratigrafiche, le vicende storiche del Cjastelar possono essere ricostruite solo sulla base dei rinvenimenti di superficie. A tal proposito, Lodovico Quarina riporta che fino almeno agli anni 40 del ‘900 erano stati rinvenuti solo sporadici materiali romani. Nel secondo dopoguerra, con il diffondersi delle arature meccaniche, l’area del Cjastelar ha restituito una quantità man mano crescente di reperti preistorici, protostorici e romani; gli affioramenti di materiali furono particolarmente abbondanti tra il 1973 e la metà degli anni ’90, per poi diminuire progressivamente con l’estendersi della superficie destinata a frutteto e vigna. Attualmente il materiale rinvenuto è conservato in prevalenza presso il Museo Civico “Federico De Rocco”. Le frequentazioni più antiche sono attestate da diverse migliaia di selci preistoriche – strumenti ritoccati, schegge e lame, resti di lavorazione – affiorate nella parte settentrionale del sito e, soprattutto, in una vasta area ad ovest di esso; tra questi materiali si riconoscono reperti databili al Neolitico antico (VI-V mill. a.C.) e all’Eneolitico (3.500-2.300 a.C.), periodi ben attestati da diversi altri affioramenti nella fascia di territorio compresa tra Casarsa e Savorgnano. Dopo un apparente abbandono, il Cjastelar vede lo sviluppo di un villaggio attivo tra il Bronzo finale e l’iniziale età del ferro (XI-IX sec. a.C.), documentato da alcune migliaia di frammenti di ceramica in impasto, assieme ai quali in alcuni casi negli affioramenti si sono osservati anche resti di piani di focolari o dell’intonaco di argilla delle capanne. Questi resti ceramici sono affiorati esclusivamente nell’area interna del Cjastelar, il cui perimetro doveva coincidere con i limiti del villaggio protostorico. Pochi frammenti ceramici sembrerebbero attestare l’impianto dell’abitato già nel Bronzo recente (XIII sec. a.C.): esso risulterebbe così inserito in un sistema insediativo sviluppatosi nel primo Bronzo recente, probabilmente lungo un paleoalveo, tra Sile e Sesto al Reghena. La fase di maggiore fioritura dell’insediamento del Cjastelar (XI-IX sec. a.C.) corrisponde invece a una netta rarefazione del popolamento in questo settore della bassa pianura pordenonese. Le forme e le decorazioni della ceramica dimostrano il pieno inserimento della comunità insediata al Cjastelar negli aspetti del tardo Bronzo finale – Ferro iniziale friulani e del Veneto orientale, quali Concordia, in Veneto, Santa Ruffina di Porcia e Gradisca di Spilimbergo, nel Pordenonese, o Udine e Pozzuolo del Friuli, nel Friuli centrale. La ceramica recuperata è prevalentemente riconducibile all’ambito domestico, con vasi per la conservazione delle derrate e la preparazione del cibo (olle e, forse, biconici) e vasi per la mensa (tazze, scodelle); connessi con la preparazione dei cibi sono anche i frammenti di fornelli fittili. Più probabilmente connessi ad ambito artigianale sono alcuni frammenti di piani forati, forse parti di fornaci, mentre una fusaiola e un anelo fittile sono pertinenti all’attività della tessitura. È riferibile alla fine del Bronzo Finale-inizio età del ferro anche una corta cuspide di lancia in bronzo. Si tratta di un manufatto in fase di lavorazione, in quanto è presente il piccolo pernetto metallico, che veniva posto nelle matrici di fusione per ottenere i fori per l’immanicatura: l’altro foro non è stato regolarizzato e ci sono ancora le bave di fusione (testo a cura di Giovanni Tasca)